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Mon voyage 2006.

Vous partez en Cote d'Ivoire? vous avez des questions? parlez-en aux ivoiriens et expatries.
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Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juil. 01, 08 11:02 am



Grâce à la disponibilité de Gpapleu qui est offert de traduire mon histoire, je peux commencer à ouvrir mon coeur. Ce n'est pas facile de dire pas dans un langage vos émotions fortes et mémoires intenses je Remercie Gpapleu en avance pour sa disponibilité

Je sais' que ce sera un travail dur pour lui parce que je ne serai pas non plus briefez aucun linéaire.. beaucoup  d' émotions. Je demanderais que tu traduisiez tout.. J'écrirai aux épisodes

 Due anni fà ero, proprio in questi giorni ad Abidjan. E i ricordi affiorano alla mente.. e fanno male. Sarà questo il mal d'Africa di cui parlano tanto i libri?

L'Africa non ha vie di mezzo, o l'accetti o la respingi. Niente mediazioni al riguardo.

 Nonostante fossi stata sposata con un Ivoriano per 12 anni, a causa di vari imprevisti famigliari, non sono mai potuta andare in C.I. con mio marito e mia figlia. Ma due anni fà mi si è presentata l'occassionme della mia vita. Grazie alla generosità di una mia carissima amica che mi ha pagato il biglietto d'aereo sono potuta partire con lei per 2 settimana.

Non vi dico l'emozione. Era tutta la vita che aspettavo di vedere l'Africa. Prima ancora di incontrare il mio ex marito.
In due mesi dovevo preparare passaporto e vaccini necessari, mettermi tranquilla e aspettare il giorno della partenza.
In questi mesi contavo i giorni al contrario, come fanno i militare prima deò congedo.. - 1- 2.. E finalmente il giorno arrivò

Era anche la prima volta che prendevo un aereo. Dio mio che emozione. Partivo per il paese del padre di mia figlia, andavo ad incontrare anche i parenti con i quali, nonostante la separazione , avevo sempre tenuto un contatto. Soprattutto con mia suocera

Nè io nè la mia amica sapevamo esattamente dove avremmo alloggiato. Andavamo a casa di un amico di lei, che anche lei non aveva mai visto. Se le frontiere dividono, internet unisce.
Partenza alla cieca.
All'epoca le raccomandazioni dell'ambasciata Italiano erano. "non andate in C.I. se non strettamente necessario. La situazione è instabile e pericolosa Quando arrivate avvisare l'ambasciata di dove alloggiate. State lontani dai luoghi di ritrovo e dalle manifestazioni politiche."  In poche parole, state lontani dalla gente. Io e la mia amica ci siamo guardate ed abbiamo fatto una bella risate. No, io non abbiamo fatto nulla di tutto cio' che l'ambasciata ci suggeriva. Incoscienti?! Che senso ha andare in C.I. e vivere dentro gli hotel per europei?

A dopo..parte prima






"Quand les blancs sont venus en Afrique, nous avions la terre et ils avaient la Bible.Ils nous ont demandé de prier avec les yeux fermés; quand nous avons ouvert les yeux, les blanc avaient la terre et nous avions la Bible." Jomo Kenyatta


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Re:Mon voyage 2006.

Message par Eburneen » juil. 01, 08 11:55 am

Gbapleu,
Vas-y!!! Il faut respecter tes engagements, stp. Traduis-nous ce texte car Essaba veut commencer à ouvrir son coeur.
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Message par Essaba » juil. 02, 08 1:38 pm

2 parte

Passai gli ultimi giorni a fare e disfare le valige con la febbre in corpo .Avevo molti dubbi su cosa mettervi. I regali per i parenti, i repelletni per le zanzare, medicine varie tutte cose che poi avremmo poi lasciato .

L'unico punto negativo è che lasciavo mia figlia per 15 gorni. I motivi per cui non la portavo con me erano molti da quello economico , al fatto di non sapere esattamente dove andavamo, il periodo non proprio adatto per il clima (iultima settimana di giungo prima di luglio) non chè la sua salute un po' delicata.

Cosi' arrivo' il momento tanto atteso. All'aeroporto ero meravigliata come una bambina che vede il mare per la prima volta. Quanta gente diversa, quante lingue, che via vai. Persino l'attesa per l'embargo è stata un divertimento.. ed entrare per la prima volta in un aereo.. huaaa.. pazzesco. Volo Air Maroc, scalo a Casablancsa 3 ore di attesa.. ero circondata da arabi che trascinavano bambini vocianti..
Partenza via..che bello, la mia amica aveva paura e mi stringeva le mani.. io curiosavo dal finestrino.. sotto di me scorrevano le montagne , le coste, il terreno diventava sempre piu' piccolo ...AFRICAAA ARRIVOOOO..

Casablanca. Sul diplay del mio cellulare compare la scitta in FrancEse. "Benvenuto in Marocco , la compagnia .. non ricordo il nome.. ti augura un buon soggiorno ecc.ecc."
I miei piedi calcano la terra d'Africa. Il mio naso cerca di coglierne gli odori, la mia pelle le sensazioni.. Ma non era ancora la mia africa..Caldo boia.. afa e tsnti africani di ritorno per le vacanze.
Prendo posizioni vicino a una famiglia di ivoriani con tanti bambini. Cerco di leggere, ho 3 ore , il mio libro " L'Africa di Thomas Sankara:le idde non si possono uccidere" di Carlo Batà, un italiano. Ma non ci riesco. Troppo emozionata. La mia amica tira fuori la macchina fotografica , comperata per l'occassione, e ancora imballata. Decidiamo di dedicarci alle istruzioni per l'uso.

Intanto, per passare il tempo andiamo a bere una birra. Occhi puntati degli uomoni su di noi, uniche due donne che bevono birra. Accidenti, vero siamo ancora in Marocco.

Finalmente si ripartre. Altro decollo, altre emozioni. La mia amica è arrabbiata con Air Maroc perchè non distribuiscono alcolici, dopotutto, non tutti quelli che prendono questi aerei sono mussulmani. Ed ha ragione. Io pago e volgio il servizio che chiedo. Mica siamo in moschea.

Devo chiudere-- a dopo..




"Quand les blancs sont venus en Afrique, nous avions la terre et ils avaient la Bible.Ils nous ont demandé de prier avec les yeux fermés; quand nous avons ouvert les yeux, les blanc avaient la terre et nous avions la Bible." Jomo Kenyatta


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Re: Mon voyage 2006.

Message par Gbapleu » juil. 02, 08 2:44 pm

Essaba a écrit :

Grâce à la disponibilité de Gpapleu qui est offert de traduire mon histoire, je peux commencer à ouvrir mon coeur. Ce n'est pas facile de dire pas dans un langage vos émotions fortes et mémoires intenses je Remercie Gpapleu en avance pour sa disponibilité

Je sais' que ce sera un travail dur pour lui parce que je ne serai pas non plus briefez aucun linéaire.. beaucoup  d' émotions. Je demanderais que tu traduisiez tout.. J'écrirai aux épisodes

 Due anni fà ero, proprio in questi giorni ad Abidjan. E i ricordi affiorano alla mente.. e fanno male. Sarà questo il mal d'Africa di cui parlano tanto i libri?Il y a de cela 2 ans ,lorsque j'étais à Abidjan .Les souvenirs effleurent la mémoire et cela fait mal .n'est-ce pas ceci le mal d'Afrique dont parlent tant de livres ? 

L'Africa non ha vie di mezzo, o l'accetti o la respingi. Niente mediazioni al riguardo. 
L'Afrique n'a pas de demie mesure , ou tu l'acceptes ou tu la rejettes.Pas de médiation non plus dans ce sens .
 Nonostante fossi stata sposata con un Ivoriano per 12 anni, a causa di vari imprevisti famigliari, non sono mai potuta andare in C.I. con mio marito e mia figlia. Ma due anni fà mi si è presentata l'occassionme della mia vita. Grazie alla generosità di una mia carissima amica che mi ha pagato il biglietto d'aereo sono potuta partire con lei per 2 settimana.
Malgré que je fus marriée avec un Ivoirien pendant 12 ans , pour des imprevus liés à des questions de famillle nous n'avions jamais pu aller en CI , mon mari et ma fille , Mais il y de cela 2 ans , quand l'occasion de ma vie se presenta .Grace à la générosité d'une amie qui m'a payé le billet d'avion je m'y suis rendu avec elle pour 2 semaines .
Non vi dico l'emozione. Era tutta la vita che aspettavo di vedere l'Africa. Prima ancora di incontrare il mio ex marito.
In due mesi dovevo preparare passaporto e vaccini necessari, mettermi tranquilla e aspettare il giorno della partenza.
In questi mesi contavo i giorni al contrario, come fanno i militare prima deò congedo.. - 1- 2.. E finalmente il giorno arrivò
Je ne pourrai vous decrire l'émotion . C'était toute une vie que j'attendais pour voir l'Afrique . avant même que je ne rencontre mon ex-mari. En deux mois je dû preparer le passeport et les vaccins necessaires , me calmer et attendre le jour du depart . et pendant ces 2 mois je comptais les jours à l'envers , à la manière des militaires avant leurs congés , 1-2 ..et finalement vint ce jour .
Era anche la prima volta che prendevo un aereo. Dio mio che emozione. Partivo per il paese del padre di mia figlia, andavo ad incontrare anche i parenti con i quali, nonostante la separazione , avevo sempre tenuto un contatto. Soprattutto con mia suocera  C'était aussi la première fois que je prennais un avion . Mon Dieu , quelle émotion ! Je partais pour le pays du père de ma fille , j'allais aussi rencontrer les parents , avec lesquels malgré la séparation j'avais maintenu le contacte , surtout ma belle-mère . 

Nè io nè la mia amica sapevamo esattamente dove avremmo alloggiato. Andavamo a casa di un amico di lei, che anche lei non aveva mai visto. Se le frontiere dividono, internet unisce. Ni moi , ni mon amie ne savions où nous serions logées. nous allions chez un de ses amis , qu'elle même n'avait jamais vu . Si les frontières divisent , internet unie .
Partenza alla cieca. Depart à l'aveuglette .
All'epoca le raccomandazioni dell'ambasciata Italiano erano. "non andate in C.I. se non strettamente necessario. La situazione è instabile e pericolosa Quando arrivate avvisare l'ambasciata di dove alloggiate. State lontani dai luoghi di ritrovo e dalle manifestazioni politiche."  In poche parole, state lontani dalla gente. Io e la mia amica ci siamo guardate ed abbiamo fatto una bella risate. No, io non abbiamo fatto nulla di tutto cio' che l'ambasciata ci suggeriva. Incoscienti?! Che senso ha andare in C.I. e vivere dentro gli hotel per europei? A cette époque , les avertissements de l'ambassade Italienne étaient ;" Allez en Ci seulement qu'en cas de necessité . La situation est instable et dangereuse , quand vous y arrivez , prevenez l'ambassade de votre lieu de logement . eloignez-vous des lieux de retrouvailles et des manifestations politiques "  En resumé , restez loin des gens .Mon amie et moi , nous-nous sommes regardées , et nous en avions ri .Non , nous n'avions rien fait de ce que nous sugerrait l'ambassade . Inconscientes ? ! Quel sens cela avait d'aller en CI et vivre dans des hotels pour Européens ?
A dopo..parte prima A plutard ... première partie . La traduction de Gbapleu est en bleue dans le texte .  






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Re:Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juil. 02, 08 3:41 pm

merci 
"Quand les blancs sont venus en Afrique, nous avions la terre et ils avaient la Bible.Ils nous ont demandé de prier avec les yeux fermés; quand nous avons ouvert les yeux, les blanc avaient la terre et nous avions la Bible." Jomo Kenyatta


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Message par Essaba » juil. 03, 08 10:54 am

3 parte-

Oggi qui c'è il clima adatto per parlare di Abidjan. Una cappa di colore e umidità che ti uccide. NOn solo ho indosso anche un paio di pantaloni e una casacca che mi sono fatta confezionare a San Pedro. Adoro questo abbigiamento.

Mi posizione vicino al finestrino per guardare l'aereo che si stacca dal suolo Marocchino.. poi l'aereo buca le nuvule, il buio avanza, siamo entrati nel tardo pomeriggio, e non vedo piu' la terra sotto di me. Seguo la rotta sul monitor .Sono eccitatissima, tra qualche ora sarò ad Abidjan. Dormo un po'.. La mia amica mi scuote.. Hei , guarda so le vedi le luci, siamo in C.I. Ancora poco e arriviamo."

Non so' perchè, ma la vista di quelle luci lontane, scateno' in me un pianto a diritto. Tanto da preoccupare la mia amica. Pensava avessi paura dell'atteraggio . Ma non era cosi'.

Piu' ci si avvicinava ad Abidjan, piu' piangevo. Ed ancora oggi ripensare a quei momenti mi si inumidiscono gli occhi.

Era l'emozione, la felicità di essere li', ma anche la tristezza per non essere li' con tutta la mia famiglia.

Il pianto facile diventerà un'abitudine nei giorni che seguiranno. Per tutta la prima settimana.

Arrivo. Aeroporto, bello, aria condizionata a manetta, sembra l'isola del pinguino, una cosa che in C.I. , avro' modo di notare in ogni casa o bar climatisé. Bambini stanchi, giovani, francesi vocianti. Fila per espletare la burocrazia (timbri, bagagli-porca miseria la valigia della mia amica è stata aperta. Profumi spariti.. bè.. pazienza..) con i militari che ti scrutavano e dicevano "ah italiane. Bene. Italia bella. italiani belli. "
Eh, finalmente un paese dove gli italiani sono apprezzati piu' dei francesi. Quella di essere italiane e non francesi ci è tornato molto utile ai posti di blocco nei giorni successivi.

Fantastico..

Dall'altra parte del vetro la mia amica ha indivuato i nostri ospiti che ci stanno aspettando. Finalmente si esce. Aiutooo l'umidità mi assalte.. portando con sè tutti gli odori, i profumi e lo stupore delle strade di Abidjan.

Mi muovevo come in trans. Capivo poco il francese, la mia amica di piu', poi lei era la 2 volta che visitava la C.I., il suo stupore era minore. Ma, anche lei, non era preparata al decadimento che la C.I. ha avuto negli ultimi anni. A suo dire. Per me era tutto stupefacente. Io camminavo staccata dal suolo. Ero li' ma ero in paradiso. Se un paradiso esiste per me ha il ricordo di questo mio viaggio

Le luci non sono cosi' forti come nelle nostre città, tranne che in alcuni zone.. anzi, in altre zone le luci non ci sono proprio. E la pubblicità mi ricodava i cartelloni pubblicitari degli anni 60. Molta pubblicità sull'invio dei bambini a scuola. Nei giorni successivi capii il perchè.

Presentazioni.. poi armi e bagagli dentro la macchina.. un'impresa titanica.. su 3 porte 2 erano difettose..via verso.. Dove andiamo? domandò la mia amica Quartiere
Koumassi.
Ovviamente, posto vicino al finestrino, occhi incollati, naso all'aria. Orecchie e pelle come antenne. Per non perdere niente, ma proprio niente di quei primi momenti che mi si sarebbo impressi nella carne come cicatrici. Cicatrici che fanno male e bene allo stesso tempo.

Avrei voluto che i miei occhi si trasformassero in cinepresa, il mio sangue in pellicola..Strade sempre piu' deserte e sempre piu' buie mano a mano che ci avvicinavano a destinazione e con un maggior numero di buche. Caspita è pericoloso guidare ad Abidjan " posti diblocco, documento e soldi..

Non amo le divise, nè li' nè altrove.. e i militari ivoriani mi facevano paura. Con gli occhiali scuri anche di notte.. perchè poi? Puntavano le armi verso la macchiana.. oh oh calma.. che quelle cose sono pericolose... E senza sorridere mai.. dopo aver guardato il passaporto si'..toglievano anche gli occhiali e iniziavano a discutere con noi.. Madonna quanto tempo perso a fare trattative ..

Finalmente arrivammo in questa piccola stradina, buia , al confine con la laguna, da li scoprimmo parte una barca che ti porta dall'altra parte della laguna , in centro.
Buio anche in casa, nessuno in circolazione. Saranno state le 3 di notte. Avevo caldo, sentivo il bisogno di lavarmi, di andare al bagno e poi uscire. No, troppo facile. No luce, no acqua..e bagno impraticabile. NOn importa , mica mi voglio arrendere davanti a queste cose! Assolutamente no. Salviettine umide, cambio veloce , al buio di abiti e via.. maqui.

Non ci potevo credere. Ero stanca morta, due mesi di agitazione, la levataggia del mattino per partire, il viaggio.. eppure non sentivo la stanchezza. Sedute a queste sedie , sempre troppo alte rispetto ai tavoli sempre troppo bassi, dopo avere ordinato pollo alla barce e attiekè (non so' se si scrive cosi'.. ) insomma il piatto nazionale che io adoro, birra, nell'attesa che il tutto arrivasse. io guardavo.. guardavo e guardavo. NOn avevo parole. La prima constatazione è "Ma dove sono tutti i bianchi"? Noi eravamo le sole bianche in quel maqui del centro.. ed era sabato sera.

Meglio cosi'. Che bella gente. Le ragazze erano uno schianto (perchè sposano noi . mah mistero) e gli uomini -- bè non avevo fiato per respirare. Musica a palla , tutti che parlavano a voce alta ..io mi sentivo osservata.

Bè, non potevo lamentarmi, anch'io osservavo loro e in modo per nulla discreto.

Continuo domani--

Grazie.. e mi scuso se mi dilungo. Se vado avanti cosi' finisco questo raconto nel 2009....
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Message par Gbapleu » juil. 04, 08 9:05 am

Essaba a écrit :2 parte

Passai gli ultimi giorni a fare e disfare le valige con la febbre in corpo .Avevo molti dubbi su cosa mettervi. I regali per i parenti, i repelletni per le zanzare, medicine varie tutte cose che poi avremmo poi lasciato .Je passai les derniers jours à faire et à defaire les valises avec la fièvre au corps .je doutais sur ce qu'il fallait y mettre . Des cadeaux pour les parents , des insecticides contre les moustiques , des medicaments et toues ces choses que nous aurions abandonnè par la suite . 

L'unico punto negativo è che lasciavo mia figlia per 15 gorni. I motivi per cui non la portavo con me erano molti da quello economico , al fatto di non sapere esattamente dove andavamo, il periodo non proprio adatto per il clima (iultima settimana di giungo prima di luglio) non chè la sua salute un po' delicata.le seul point négatif est que je laissais ma fille pour 15 jours .les motifs pour lesquels je la laissais étaient nombreux d'abord pour le côtè économique et aussi pour le fait que je ne savais pas où nous allions exactement .le moment inadaptè pour le climat ( dernière semaine de juin .)et aussi elle a une santé un peu délicate . 

Cosi' arrivo' il momento tanto atteso. All'aeroporto ero meravigliata come una bambina che vede il mare per la prima volta. Quanta gente diversa, quante lingue, che via vai. Persino l'attesa per l'embargo è stata un divertimento.. ed entrare per la prima volta in un aereo.. huaaa.. pazzesco. Volo Air Maroc, scalo a Casablancsa 3 ore di attesa.. ero circondata da arabi che trascinavano bambini vocianti..Et ainsi arriva le moment tant attendu .A l'aèroport j'étais émerveillée comme une gamine qui voyait la mer pour la première fois .Combien de personne diverses , combien de langues .et de va et vient. Et même l'attente pour l'embaquement fut un divertissement...et monter pour la première fois sur un avion . le vole air Maroc , escale à Casablanca 3 hrs d'attente .. j'étais entourè d'Arabes qui trainaient des enfants hurlants .
Partenza via..che bello, la mia amica aveva paura e mi stringeva le mani.. io curiosavo dal finestrino.. sotto di me scorrevano le montagne , le coste, il terreno diventava sempre piu' piccolo ...AFRICAAA ARRIVOOOO..Départ partez ...Que c'est beau , mon amie avait peur et elle me serait les mains . moi je regardais avec curiosité par l'hublot ... En bas de moi les montagnes, les côtes , le territoire devenait de plus en plus petit .AFRIQUE j'ARRIVEEE....

Casablanca. Sul diplay del mio cellulare compare la scitta in FrancEse. "Benvenuto in Marocco , la compagnia .. non ricordo il nome.. ti augura un buon soggiorno ecc.ecc."Casablanca sur le display de mon portable apparait l'écriteau en français " bienvenue au Maroc , je ne me rappelle plus le nom de la compagnie , te souhaite un bo séjour etc...
I miei piedi calcano la terra d'Africa. Il mio naso cerca di coglierne gli odori, la mia pelle le sensazioni.. Ma non era ancora la mia africa..Caldo boia.. afa e tsnti africani di ritorno per le vacanze.Mes pieds foulent la terre d'Afrique . mon nez chercher de rencontrer les odeurs , ma peau les sensations , mais ce n'était pas encore mon Afrique ...avec la chaleur in fernale , et les tant d'Africains de retour pour les vacances . 
Prendo posizioni vicino a una famiglia di ivoriani con tanti bambini. Cerco di leggere, ho 3 ore , il mio libro " L'Africa di Thomas Sankara:le idde non si possono uccidere" di Carlo Batà, un italiano. Ma non ci riesco. Troppo emozionata. La mia amica tira fuori la macchina fotografica , comperata per l'occassione, e ancora imballata. Decidiamo di dedicarci alle istruzioni per l'uso.Je me positionne près d'une famille Ivoirienne avec beaucoup d'enfants . Je cherche à lire , j'ai 3 hrs , mon livre " l'Afrique de T. sankara : Les idées ne peuvent mourir " de Carlo Batà , un Italien. Mais je n'y arrive pas . trop émue .Mon amie sort son appareil photo , acheté pour l'occasion , et encore emballé  .nous decidons de nous dedier aus instructions pour l'usage .

Intanto, per passare il tempo andiamo a bere una birra. Occhi puntati degli uomoni su di noi, uniche due donne che bevono birra. Accidenti, vero siamo ancora in Marocco.Entre temps , pour passer le temps nous allons boire une bière . les Yeux des hommes se braquent sur nous, les uniques femmes qui boivent de la bière , c'est vrai nous sommes encore au Maroc .

Finalmente si ripartre. Altro decollo, altre emozioni. La mia amica è arrabbiata con Air Maroc perchè non distribuiscono alcolici, dopotutto, non tutti quelli che prendono questi aerei sono mussulmani. Ed ha ragione. Io pago e volgio il servizio che chiedo. Mica siamo in moschea.Finalement nous repartons. Autre décolage , autres émotions . Mon amie se fâche avec Air-Maroc pare qu'elle ne distribue pas d'alcool , après tout ce ne sont pas tous les clients qui sont musulmans . Et nous ne sommes pas non plus à la mosquée .

Devo chiudere-- a dopo..je dois fermer ... à + tard . La traduction de Gbap est en bleue dans le texte .




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Message par Essaba » juil. 04, 08 3:44 pm

oh merda, avevo scritto la parte n. 4. ma poi per errore ho cancewllato tutto.. e adesso.. non ho piu' tempo.. merda merda scusate la finezza me sono arrabbiata
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Message par Gbapleu » juil. 04, 08 4:29 pm

Brava ! brava ! brava ! prend tout ton temps et surtout ne cherche pas à raconter avec precipitation , sinon tu sauteras des parties . Gbap.
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Message par Essaba » juil. 05, 08 9:02 am

Gbapleu a écrit :Brava ! brava ! brava ! prend tout ton temps et surtout ne cherche pas à raconter avec precipitation , sinon tu sauteras des parties . Gbap.


Vraiment? Je pensais être trop long dans pour dire..aujourd'hui où je travaille il y a beaucoup de gens, je n'ai pas le temps écrire.. vu ce qui est arrivé pour la hâte hier.. meilleure attente.  Encore merci 

Cette histoire est un exercice de mémoire. Je suis un que  n'elle souvient jamais des noms des places.. pas seul.. une façon de revivre dans moi les jours, pour  n'oublier jamais..
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Message par Essaba » juil. 06, 08 4:17 pm

4

Cerco d'andare avanti un po' nel racconto. oggi qui in Pianura Padana cielo grigio, caldo umido e afoso , modello Abidjan. Sudi senza muoverti... ci vuole un sottofondo musicale adatto mentre scrivo. Scelgo Tiken Jah "L'african" adoro questo CD mi prende l'anima..

La cosa che mi disturba veramente di questa città è l'umidità.. soprattutto nella casa dove eravamo noi i muri tradusano umidità, anzi, quando piove , e Dio solo sà che quando piove da voi piove forte, l'acqua entra dentro la casa.... quando sono tornata ho dovuto lasciare scarpe e vestiti all'aperto per 4 giorni. Le suole di cuio delle scarpe avevamo la muffa..

Ok, mi sto dilungando. Fuori dal maqui ci avviamo verso casa. Posto di blocco. Cavoli nelle fretta abbiamo dimenticato i passaporti a casa. Vedo il nostro amico trattare con i militari. Ma sembra che questa volta la solita offerta di denaro non basti. Io e la mia amica siamo in macchina. Morte di sonno e stanchezza. Si avvicina a noi e ci comunica che il militare vuole il mio n. di telefono.

Oh no.. quella cretina della mia amica ride..lei è già stata in C.I, e dice "benvenuta in C.I." e mi incita a dargli il n. Io ho paura. Il militare dice che vuole solo offrirmi da bere un giorno che non è di servizio. Ma io non voglio bere con un miliìtate, non voglio dargli il n., Non sono venuta qui per i militari. Alla fine ho dovuto cedere alle pressione dei miei amici. guarda che se non dai il tuo n. stiamo qui sino a domani"
Cazzo..do' il n., quello controlla subito se è esatto facendomi uno squillo. Cosi' sapevo che era lui.Mi ha dato il tormento per 2 giorni. Non ho mai risposto ma , nei giorni successivi avevo il terrore di reincontrarlo in un posto di blocco. Fortunatamente non l'hp piu' incontrato.

Sembra che il destino in questi giorni mi sia contro. C'è un temprale pazzesco. Spengo ho paura di perdere il tutto . By by

Dernière modification par Essaba le juil. 08, 08 8:29 am, modifié 1 fois.
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Message par Essaba » juil. 08, 08 9:15 am

5- bè, io continuo tu dove sei?

Finalmente ritornati a casa, sono partita stamattina e mi sembra di essere in giro da un secolo. Il cielo sta schiarendo. Che strane le albe in questo paese. Non esistono, neppure i tramonti. Da un momento all'altro c'è luce e poi.. piu' nulla.

dormiano un paio d'ore. Poi il quartiere si anima. Mi alzo, sono curiosa per natura, salgo sul tetto della casa. Un tetto piatto , la casa non è finita. Cosi' come tante altre . Case fatte con mattoni grigi prefabbricati. Li usano anche al sud da noi.

I contorni del quartiere si fanno piu' chiari. Eh, a prima vista sembra di essere in certe parti del sud d'Italia. Effettivamente, nei giorni successivi, mi convinsi che certe parti di Abidjan sono come il nostro sud d'Italia all'ennesima potenza. No servizi, no lavoro, stato assente, e l'arte piu' diffusa è quella dell'arrangiarsi per vivere.

Vicino a casa c'era una piccola moschea . La voce del muezzin si mescola con la musica di qualche maqui li' vicino. Una costante che ho potuto notare nel vostro paese è la mescolanza continua di sacro e profano. E l'assoluta mancanza di silenzio. Non c'è mai silenzio totale neppure nelle ore piu' profonde della notte, neppure in quella parte di Koumassi , dove la gente và a letto presto perchè si alza presto.

Dalla mia postazione vedo gente che và e che viene. Ma quanto camminano, dove vanno? Donne con i fianchi fasciati da pagne multicoli, con il mondo sulla testa. Dio mio come fanno a portare tutto quel peso sulla testa? Non solo. Dietro alle schiene bambini piccoli.
Un'altra caratteristica. I bambini. Da noi non vedi tanti bambini tutti insieme neppure nei cortile dele scuole. Già. La scuola. Pochi i bambini che ho visto andare a scuola in quella parte di Koumassi. Ma ne ho visti tanti che si incamminavano al mercato con le proprie madri. Piu' in là nei giorni ho potuto constatatre che i bambini erano adeeti alla vendita di sacchetti d'acqua, fazzolleti di carta, frutta e qualt'altro potessere stare nelle loro piccole mani o sulle loro piccole teste.

Guardavo quei bambini e il pensiero andava a mia figlia. A quest'ora lei era al mare con la zia, si divertiva, la bici nuova regata dal padre i sui bei vestitini, le sue barby. Ma quante cose hanno i nostri figli? Quante cose inutili ci sono nelle nostre case?

Guardavo quei bambini e piangevo. Ormai era diventata una costante. In quel momento arriva sul tetto la mia amica e dice "Oh non farai 15 giorni a piangere? Questa è l'Africa facci l'abitudine altrimenti starai male" No, non ho pianto per 15 giorni, ma 7, ma non ci ho fatto l'abitudine.. solo una passiva accettazione delle realtà.

Dalla mia postazione io vedevo loro, loro vedevano me. Alzavano la testa , gli audulti mi salutavano, i bambini ridevano..che gentili.

Si fà colozaione, il nostro ospite era uscito presto e ci ha fatto trovare baguette, pane , burro e l'ikmancabile latte condensato e il caffè Nestlè..

Realizzai poi che quello che il nostro amico aveva fatto per noi era una cosa molto molto importante. Non se la passava bene. Per niente. Ma CI HA APERTO LA SUA CASA, PICCOLA, SCOMODA, calda e umida da paura, quasi sempre senza luce (ma non era colpa sua) e senza acqua. (Questa l'abbiamo fatta allacciare noi. Abbiamo fatto chiamare chi di dovere ed abbIAMO PAGATO L'ALLACCIAMENTO . Due giorni dopo il tubo era già rotto. Nuovamente senza acqua. ripagato risistemato) E c'era pure gli scarafacci, la sera, anche quelli volanti. E' un insetto che non amo particolarmente, ma ho fatto l'abitudine anche a quello.
Io ero estremamente grata a questa persona che io non conoscevo neppuro e la mia amica da 3 anni via internet, che si era fidato di noi sino al punto di ospitarci per 15 giorni.

Ho verificato che l'ospitalità è sacra da voi. Da noi NO.

Dopo clazone usciamo. Io prendo la mia macchina fotografica vecchio modello, con tanto di pellico, e la mia amica quella digitale. Ma dopo 30 minuti non avevo ancora il coraggio di fare fotografie.

Mi sembrava di essere la BIANCA che vieni li' con i suoi potenti mezzi a fotografare il degrado dei quartieri periferici per poi andare a casa e dire.. "che raba ragazzi non potete crederci" No, non volevo. Io volevo fotografare i volti delle persone.
Ma anche questo era difficile. Con che diritto. Io non sono timida, per niente, ma crdetemi li' avrei voluto passare inossorvata. Li' ho potuto constatre cosa vuol dire avere la pelle di un colore diverso.

Tutti gli occhi puntati su di me, su di noi. Continuevano ad essere le uniche bianche. E li' per tutti i 15 giorni non ho mai visto un bianco, Effettivamente non mi sembra un posto turistico. Dal tetto della nostra casa si vedevano le barecche verso la laguna.

Erano tutti molto , molto gentili. Troppo gentili. Alle volte mi sembravano persino servibili verso di noi. Soprattutto dopo che sapevano che non eravamo francesi.

Mi vergognavo, non mi piaceva questa cosa. Allora ho chiesto al nostro amico se , per favore, le faceva lui le fotografie, dopo aver chiesto il consenso, per favore, alle persone. Non volevo invadere la loro vita privata.

I bambini sono i piu' fporti. Volevano assolutamente essere fotografati. Soprattutto con la macchina della mia amica dove potevano guardare come erano venuti in fotografia. E mi chiedevano perchè fossi cosi' bianca.

Ho pensato che, se gli immigrati qui da noi avessero la stessa accoglienza, sarebbe bello. Ma qui ti guardano, sei nero e .. il piu' delle vlte non ti soddirdono. No. Si allintano, e stringono le borse piu' vicino.

Che diversità di trattamento? dovrebbero odiarci.

Io sentivo sulle mie spalle il peso delle lroo condizioni. In quanto bianca. Anche se io, individualmente, so' di non avere colpa. Ma il m io governo si'.

Il primo giorno l'abbiamo passato camminando per il quartiere. Oltre alla musica costante di sottofondo, c'erano anche degli odori . Il quartiere, in certe parti, diciamolo, puzzava. Canali di scolo a cielo aperto, immondizia ovunque, e sacchetti di plastica neri ovunque.

Io portsvo tutto a casa, nella mi aborsa, carta, fazzoletti di carta usati e si', anche perchè se volevo buttarli nel cestino.. i cestini per le strane io non ne ho visti.

Comunque anche i rifiuti domestici non venivano raccolti, tutto finiva nella laguna.. o bruciato-- Mi domando cosa ci sarà mai in quella laguna.. e noi nei maqui per strada per 15 giorni abbiamo mangiato pesce della lagUNA.

Non sono morta, ma mi è venuta una diarrea fastidiosissima. Durata quasi 4 giorni, che su 15 fanno unas bella media. Mi ero portate le medicine, ma nonsno bastate. Farmacia. Cavoli, ho capito perchè si muore in africa. I farmaci costano quanto da noi in Italia. Una pazzia. Non per me, ma per i locali.

Comunque avere la diarrea ad Abidjan è un grandissimo problema. trovare un locale con un bagno decente è un'impresa titanica. Per cui mi sono servita di improbabili "servizi igienici". Mi è andata bene. Non ho preso nient'altro che la diarrea.

Tutto mi affascinava di quella città. Dovevo telefonare a mia figlia. Ma la corrente elettrica , per il secondo giorno, ancora non c'era. Lo seppi entrando in un posto dove c'er aun cartello che indicava i prezzi per telefonare all'estero. Una piccola stanza, tre telefoni, un caldo pazzesco li' dentro, ventilatori a soffitto che senza corrente non servivano a niente.. ma seduto sulla sedia c'era un ragazzo di una bellezza sconvolgente. Sono rimasta a bocca aperta.. prima di chiedere se potevo telefonare. Lui se ne è accorto ed abbiamo socializzato.
Nei giorni successivi andavo sempre da lui a telefonare, e lui, qualche volta, si univa a noi la sera a bere birra nei maqui.

Non era l'unico che si univa a noi Quale mezzo migliore per socializzare con la popolazione locale che delle buona birra fredda Flag!? A me piaceva la Flag

Intorno a quei tavoli dovevamo rispondere a un sacco di domande. Alle volte uscivano dibattiti interessanti. parlavamo della legge sull'immigrazione italiana, di quanta gente muore in mare, loro non avevano tutte queste notizie,. erano molto interessati alle nostre informazione. Noi cercavamo di convincerli a non venire in europa. Mi chiedo quanti ne avremmo convinti con le nostre parole? Pochi credo.

Ci chiesero se era vero che eravamo italiane perchè non vestivano Gucci o Armani? Oh fratellino, quella è roba per ricchi e noi non lo siamo. Poi spiegavamo loro che eravamo anche concettualmente contrarie, cosi' come eravamo contrarie alla Nestlè, alla Nike a tutto cio' che per loro era il mito occidentale.. che eravamo atee e comuniste. Ci guardavano come se fossimo deleìle strane donne

Ok.. alla prossima, nella speranza che il fratello traduca.. baci baci

Se sono troppo lunga o la cosa non interessa, fatemelo sapere..
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Message par Essaba » juil. 10, 08 10:59 am

6.. l'assenza di traduzione continua.. e io pure..lo so' che non sono molto lineare nel mio racconto, e sono anche cosciente del fatto che, chi mi legge, queste cose le conosce già e anche bene, e che avete altri problemi da affrontare che stare qui a perdere tempo con il mio racconto, ma ho piacere , se riesco, di trasmettervi l'amore che ho per il vostro paese.. e per la sua gente..per quello che ho ricevuto in solo 15 giorni in cambio di niente.. chiedo scusa a chi traduce per gli errori che faccio nello scrivere.. vado di fretta e non rileggo..

Il terzo giorno, finalmente la luce..non per tutto il giorno pero'.. la cosa si ripeteva saltuariamente, e senza avviso, anche nei prossimi giorni.
La gente sembra abituata a tutto. Una rassegnazione che pero' non è una rassegnazione, una specie di abitudine ad essere abbandonati dalle Isatituzoni . In quei quartieri, e non era l'unico, il popolo sembrava abbandonato a sè stesso. Le strade non sono strade ma percorsi per moto cross, tranne il centro, e i quartieri residenziali per i ricchi, siano essi neri che bianchi. Ah, qui è una meraviglia..sembra un altro mondo. Ho visto ville con piscine e parchi enormi. Uscivano macchine tirate a lucido da quei cancelli.. molto irritante tutto cio'. NOn chiedetemi il nome di quei posti, non li ho memorizzati. Il nostro amico ci teneva a farci vedere che ci sono anche le cose belle.

Belle? Si', sicuramente erano belle, ma mi sono chiesta, come si fà a vivere serenamente in questi mondi dorati quando fuori dalla tua morta c'è tanta sofferenza? Io non ci riuscirei mi sentirei colpevole

Gli spostamentio erano snervanti. Ogni volta, per risparmiare, cambiavamo taxi, il verde, il blu, il rosso o l'arancione, non ho mai capito bene.. ogni quartiere il suo coloro..per il prezzo trattava il mio amico.. anxi, non trattava affatto il piu' delle volte preparva le monete e poi le dava all'autista, il quale, alle volte, protestava..Una cosa che mi ha colpito è il tono di voce usato. Gridate sempre. Sembra che stiate sempre litigando.. invece no.. e la cadenza del vostro francese assomiglia alla cadenza del dialetto di Bergamo. Vocali larghe.. non il Francese dei Francesi tutto precisino..precisino ..Bella la vostra parlata. Io capivo pochi, i primi giorni , poi mi sono lanciata e devo dire che i miei interlocutori sono stati fantstici. Facevano di tutto per capirmi e mettermi a mio agio. Mi sembrava persino di saperlo il francese.. invece non era vero.. pero' ci capivamo..

TRa le cose che mi hanno colpito è la facilità di mangiare a tutte le ore del giorno e della notte per le strade, e di telefonare, all'interno del paese, .Che bella idea quella degli "appel appel" (è cosi' che si scrive?). NOn devi fare fatica a cercare una cabina del tel. e neppure fare una scheda .., e non sono cari.

Visita al centro di Abidjan, ci siamo tornati varie volte per delle commissioni.
Che traffico assurdo, uno smog che mi toglie il respiro. Mercati ovunque, gli immangabili bambini e venditore ambulanti, nonchè la "Sorbonne". Così ci ha detto che si chiamava quel posto dove la gente parlava di politica. Tanti comizi diversi, in raggruppamenti sotto gli alberi.
Uno di quesi posti che l'Ambasciata Italiana diceva di stare alla larga. Per niente al mondo mi sarei persa questo momento.

Ci siamo fermate per ore, anche nei prossimi giorni. Bianchi anche li', zero. Ci siamo sedute, prima fila per ascoltare bene. Sgaurdi su di noi, come sempre, e come sempre all'inzio gfli sguardi non erano benevoli ma un po' del tipo "cosa vogliono queste due". Quando capivano che non eravamo Francesi, l'atmosfera si faceva piu' rilassata.

Un giorno il nostro amico che conosceva chi stava parlando si è avvicinato a lui.. gli ha deto qualcosa nell'orecchio e poi , il tipo dal suo microfono disse "Salutiamo le compagne italiane che sono qui in visiata nel nostro paese.. ecc.ecc." Cacchio che vergogna!!! Sarei sprofondata, avrei ucciso il mio amico per questo..Un signore seduto vicino a me, mi ha offerto una bibita rossa chiacciata.. credo fosse bissap o Karkadè..potevo rifiutare solo perchè avevo paura della diarrea? No, sarebbe stato molto scortese..

Che emozione essere immerse in tutta quella gente che parlava del futuro del proprio paese. Sembrava di essere negli anni 70 qui in Italia. Quando c'era la voglia di cambiare, quando pensi che la tua azione puo' essere valida. Organizzarsi, lottare, discutere. Voglia di riscattarsi dal passato.
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Re:Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juil. 12, 08 11:32 am

Gbap ci sei? dammi un segno..
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Message par eleonora » juil. 23, 08 8:15 am

CARA SORELLA MIA...qui tu non stai scrivendo le tue emozioni,ma un vero e proprio libro che non so a quanti ivoriani possa interessare...personalmente credo che le emozioni sono private,mie e solo mie...
ma chere soeur,içi tu ecrive pas tes emotions,ma un vrai livre que je pense enteresse peu a les ivoiriens....je pense que mes emotions reste privè.........
ma je te veux tressss tres bien..on vis la cote d'ivoire avec les jeux et le coeur,avant d'aimer un homme ivoirien,j'ai apris aimer la cote d'ivoire,la musique,le coleur du ciel,les maquis,loe sourise des enfants et le poisson a la braise...se apres vien un homme tant mieux pour moi!!bisou cherie


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Re:Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juil. 23, 08 2:53 pm

Ciaooo Ele finalmente ti sei decisa a venire.. la mia cara  amica, la mia compagna di viaggio , è lei quella che mi ha permesso di visitare questo paese..

Vedo che il traduttore ufficiale mi ha abbandonato.. forse hai ragione tu, sarà "deformazione professionale" la mia.. sto scrivendo un libro.. e forse, loro, sono  troppo impegnati con le loro questioni interne per occuparsi delle mie emozioni.. in fondo, sono solo un'occidentale..

Ele traduci il pezzo per favore.. Grazie



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Message par Essaba » avr. 18, 09 3:21 pm

Ciao Gbap, mi sono ricordata di questo mio viaggio..beccato che non hai piu' tradotto. Ti posso chiedere perchè? Troppo lunga? troppo noisoa? Grazie
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Re:Mon voyage 2006.

Message par deyoga » juin 10, 09 11:31 am

Gbap et la suite ?
Just as the lunar seas remain inseparably associated with the moon, and add to its beauty, this world affixed to the tips of Your tusk. O Lord in the form of a boar, O Supreme Entity, Victory unto You.


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Message par Essaba » juin 10, 09 12:05 pm

Je suis heureux que tu demandes la suite, mais j'ai arrêté d'écrire Si Gbap ne traduit pas que sens il a? Et après les derniers tu échanges d'opinions arrivées entre nous je doute qu'il ait envie de traduire
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Re:Mon voyage 2006.

Message par Eburneen » juin 10, 09 12:15 pm

deyoga a écrit :Gbap et la suite ?
 Vous-là....Lol! Vous croyez que Gbapleu n´a vraiment rien à faire par ces temps-ci où la vigilence face aux Dozos du pays est de mise que de traduire le rapport interminable du voyage d´Essaba en Côte d´Ivoire? Vous ne demandez même pas à Gbapleu s´il a le temps pour le faire ou s´il a envie de continuer la traduction. Excusez-moi d´avoir répondu à la place Gbapleu!......LOOL! Gbapleu, s´il te plait, viens traduire le rapport de Essaba! C´est très important pour Essaba et le frère DEYO, ou bien?
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Re:Mon voyage 2006.

Message par deyoga » juin 10, 09 12:18 pm

Reponse à Eburneen:
 
LOl...éburnéen tu peux traduire ?
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Re:Mon voyage 2006.

Message par Eburneen » juin 10, 09 12:27 pm

Reponse à deyoga:
 

LOOL......Deyo....LOOL! je ne suis pas dans affaire de traduction dêêh! C´est Gbapleu qui a accepté ce fardeau. Qu´il vienne faire la traduction!.....Lool!

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Re:Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juin 10, 09 12:30 pm

Reponse à Eburneen:
 
En effet, il n'est pas obligé à traduire et il aura sûrement choses plus' emportante à faire.
Mais avant de commencer, et je parle de l'an dernier, j'avais demandé ce service. Il leur avait répondu de' oiu
J'ai écrit à petits bouts et lui il traduisait. Il suffisait il dît qu'il n'était pas plus disponible .. mais je l'ai tout seul compris.. en effet à un moment donné j'ai arrêté ET' vrai, il était très long, je l'admets, mais il est difficile de décrire les émotions qui ai essayé en peu lignes
 
Aussi maintenant, si je relis et je repense aux ces jours je m'émeus.. malgré vos méchancetés dans mon égard
Je voulais partager seulement avec vous mes émotions, un hommage à votre pays. Tout ici.
Mais tranquille, pour moi ce n'est pas un problème de vie ou de mort si Gbap ne traduit pas. Mon émotion est encore toute dans mon coeur.
Même si vous vous engagez à vous rendre odieux, vous ne réussirez jamais à faire me haïr le C.I.
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Re:Mon voyage 2006.

Message par Eburneen » juin 10, 09 12:41 pm

Reponse à Essaba:
 
Essaba.......Lol! Pardon, je vais appeler Gbapleu pour qu´il vienne traduire pour toi: "Gbapleu, viens traduire le rapport de Essaba! Elle veut partager ses émotions sur la Côte d´Ivoire avec nous. Alors viens, s´il te plait traduire!"
 
Tu vois, Essaba! j´ai appelé Gbapleu. Alors, calme-toi! Gbapleu sera là d´un instant à l´autre pour traduire.
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Re:Mon voyage 2006.

Message par Essaba » juin 10, 09 12:44 pm

Merci,   j'étais de toute façon et 3 calme..
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